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La storia dell'Oratorio di Raron incomincia con il matrimonio celebrato nel 1670 tra il cancelliere del tribunale Johannes Kalbermatten e Juliana Allet di Leuk. Alle nozze partecipò una trentina di persone, viene ricordato. Ed è questa annotazione la prima menzione scritta dell'oratorio a quel tempo dedicato a San Lorenzo.
Il nucleo di Turtig era dal Medioevo luogo di sosta lungo l'antica Reichs- und Landstrasse che attraversava il Vallese. È quindi lecito supporre che l'oratorio esistesse già prima che se ne avesse menzione ufficiale. Sulle carte del XVIII secolo, come quella disegnata da Johann Jakob Scheuchzer verso il 1720, Turtig è indicato come luogo di culto. L'importanza commerciale di Turtig prese a declinare già nel XIX secolo, quando la strada fu spostata tagliando fuori il nucleo dal traffico di transito.
Un oratorio barocco di grande semplicità
L'oratorio nello stato in cui possiamo vederlo oggi risale probabilmente agli inizi o alla metà del XVIII secolo. Si tratta di un classico esempio di architettura sacra barocca del Vallese rurale, ubicato originariamente lungo la strada che attraversava il villaggio. Il corpo a una navata ha il frontone rivolto direttamente sulla strada e un'abside posteriore. Il coro è leggermente spostato su un lato. Il tetto, sormontato da un campaniletto, ha una copertura in piode.
La navata presentava fin verso gli anni Quaranta del secolo scorso una volta a botte in muratura, successivamente crollata. Il Consiglio parrocchiale decise di non procedere ai lavori di restauro e fece edificare a ca 400 metri di distanza un nuovo oratorio inaugurato il 1o luglio 1951. Il vecchio oratorio fu venduto all'asta per 1010 franchi.
Da San Lorenzo a Sant'Agata
In origine, l'oratorio era dedicato ai Santi Lorenzo e Sebastiano. Non si conoscono oggi né i motivi né l'epoca in cui ai due Santi subentrò Sant'Agata. La prima menzione della Santa in relazione all'oratorio si ha nel 1795, ma ancora nel 1897 Lorenzo e Agata sono nominati assieme. Nel XX secolo, il nome del Santo scompare definitivamente. Una delle rogazioni invocanti la clemenza divina sul raccolto che il calendario cattolico prevedeva prima dell'Ascensione aveva come meta l'oratorio di Turtig. Sant'Agata è considerata la protettrice contro i pericoli del fuoco. Il 5 febbraio, giorno a lei dedicato, i pompieri di Raron assistevano alla messa, terminata la quale seguiva un'esercitazione.
Gli arredi, un problema non facile da risolvere
Quando l'edificio fu portato al Ballenberg, gli arredi originari non erano più presenti. L'altare e la Via Crucis del XVIII secolo, così come la campana del 1832 e la croce di ferro del campaniletto erano stati trasferiti nel nuovo oratorio. Anche l'acquasantiera era stata asportata e riutilizzata. Occorreva dunque mettersi alla ricerca di oggetti sacri compatibili con l'edificio. Il vescovo di Sion ha dato in prestito un bell'altare, mentre un'acquasantiera adatta è stata trovata nella collezione di uno scalpellino. I due banchi originali provengono da un edificio sacro di Raron, recentemente rinnovato.
Il dipinto a olio che si trova in cima al retablo sormontato da un coronamento col monogramma di Cristo IHS e dai tre chiodi della crocifissione raffigura San Pietro. Ai lati si vedono l'arcangelo Michele, con la spada e la bilancia, che rinvia al giudizio finale, e l'arcangelo Gabriele con la rappresentazione dell'Annunciazione a Maria. Sotto il dipinto si può leggere l'iscrizione Tu es Petrus (Tu sei Pietro). Nell'ancona centrale, è collocata una bella scultura lignea di Maria con il Bambin Gesù. Il vescovo sulla sua destra non ha potuto essere identificato, mentre quello sulla sua sinistra è Teodulo, primo vescovo dell'antica Octodurum (Martigny) e santo protettore del Vallese. In una mano tiene il pastorale e nell'altra dell'uva. L'altare, con l'Ecce homo (lenzuolo funebre, spine, piaghe) nel paliotto e i quattro Evangelisti Matteo, Marco, Giovanni e Luca, è di epoca più recente - probabilmente del XIX secolo - e non si addice stilisticamente alla parte superiore.

